24 novembre 2016

SENSORI VOLUMETRICI DA INTERNO

I sensori sono un po’ come gli occhi del nostro sistema di allarme. Vedono, informano “il cervello” (la centralina) e demandano la comunicazione alla periferica.

I sensori volumetrici chiamati anche rilevatori di movimento  rappresentano un componente fondamentale in un antifurto, sia che venga installato in un’abitazione, negozio, ufficio o in ambito industriale. Servono a trasmettere alla centralina, tramite segnale elettrico, oppure tramite una trasmissione radio omologata 433Mhz o 868 Mhz il movimento all’interno di un’area posta sotto il controllo dello stesso sensore.

 

Molti sensori sono dotati di infrarossi (passivo piroelettrico) , un sensore PIR non fa altro che rilevare la variazione di temperatura in un ambiente. Ogni corpo umano e tutti gli oggetti con temperature superiori allo zero assoluto emettono energia sotto forma di radiazioni luminose ed emettono un diverso calore.  E' così detto passivo perché non emette energia ma rileva quella sprigionata dagli oggetti. Il passaggio di una persona davanti al rilevatore porterà a una brusca variazione di temperatura, che tramite delle speciali lenti di fresnel o con tecnologia a specchio “leggono” questo calore ed individuano se si tratta di un essere umano, un animale o di un oggetto inanimato. Lavorano da -5 gradi C° fino a circa +60 gradi C°, con portate che di solito si aggirano intorno ai 12 metri (con angolo 90°o 120°) fino ad arrivare a una lunghezza lineare di 25/30 metri.

 

Alcuni sensori volumetrici hanno anche un chip a microonde Il principio di funzionamento di questi rilevatori è bastato sull’Effetto Doppler. Il sensore emette una radiazione elettromagnetiche  (microonda), che raggiunge un oggetto: quest’ultimo riflette parte del segnale.Se l’oggetto è fermo, il segnale di ritorno verso il sensore presenta la stessa frequenza , se è in movimento si registra una variazione e scatta quindi l’allarme. Anche questi sensori sono con portate lineari da 12 metri fino ad arrivare ai 30 metri.

 

Altri ancora più sofisticati posseggono ambedue le tecnologie (infrarosso+microonde) chiamati sensori a doppia tecnologia. In questo caso, la rilevazione viene affidata  come si evince dal nome  a due tecnologie. Un unico sensore che racchiude gli infrarossi e le microonde. Tipicamente, l’allarme scatta quando entrambe registrano condizioni di allarme. Ormai sono molto diffusi anche in ambito residenziale e microbusiness,  Oltre che nelle aziende. sono decisamente più affidabili e meno soggetti a falsi allarmi. I sensori Volumetrici che controllano gli ambienti interni sono tarabili con regolazioni tramite switch o potenziometri e programmabili per la Funzione  And e Or  oppure con funzioni  (Blink , Act ,Ac ,Warning , Alta  Sicurezza , Anti-Stelth  e  con Antiaccecamento e/o antimascheramento ) per gli ambienti  più ad Alto rischio; oppure disponibili anche in Versione Pet Immunity,cioè in grado di discriminare gli animali di piccola e madia taglia.I piu comuni sono da installare a parete talvolta tramite un accessorio chiamato snodo che permette di brandeggiare il sensore a destra, sinistra,sopra e sotto, altri sono sensori chiamati a tetto o soffitto che generalmente si utilizzano in esercizi commerciali e depositi. Questi dispositivi installati all'interno di una Casa/Negozio/Deposito garantiscono la Protezione Totale rilevando la presenza di persone in movimento nei locali protetti.

 

Sensori volumetrici con telecamera integrata per videoverifica.

 

Una piccola rivoluzione  con applicazioni soprattutto per la sicurezza della casa sta nella diffusione di sensori che integrano, al loro interno, fotocamere o telecamere. Certamente non si tratta di veri e propri sistemi di videosorveglianza professionale, ma possono essere molto utili. Quando il sensore rileva un allarme, la telecamera si mette in moto e registra quello che sta accadendo. Nella maggior parte dei casi troverete rilevatori che scattano fotografie o prodotti che registrano un video di qualche secondo (5-10” sono più che sufficienti) e che permettono la cosiddetta “videoverifica” di un’intrusione. Scattano ogni volta che un ladro passa davanti al sensore.